Piano Economico Finanziario

IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO

Gli obiettivi del Piano Economico Finanziario

Il Piano Economico Finanziario (PEF) deve dare contezza dell’equilibrio economico degli investimenti e della conseguente gestione. L’obiettivo è quello di evidenziare il rendimento per l’intero periodo della concessione, il ritorno economico dell’investimento e il rimborso dei finanziamenti.

Il PEF costituisce uno degli elementi posti a base di gara dalla stazione appaltante, come stabilito esplicitamente dall’art. 181.
All’interno del PEF sono contenute le proiezioni relative ai conti economici, agli stati patrimoniali e ai rendiconti finanziari per l’intera durata della concessione. L’elaborato diventa fondamentale per consentire, soprattutto all’ente concedente, di verificare in via previsionale diversi fattori fondamentali per il corretto utilizzo degli strumenti di PPP per un determinato progetto, tra cui:

  • durata complessiva dell’investimento;
  • risultati economici;
  • previsioni patrimoniali;
  • flussi di cassa;
  • modalità di ammortamento delle opere realizzate ed eventuale valore residuo;
  • struttura del capitale e sostenibilità del debito, riguardo alla necessità del closingfinanziario;
  • ripartizione dei rischi;
  • redditività del progetto;
  • redditività dei portatori di equity;
  • eventuale contribuzione e carico dell’ente.

La corretta allocazione dei rischi deve trovare adeguata rappresentazione nella Struttura finanziaria e sostenibilità del debito.
Le operazioni di partenariato pubblico-privato, più che da un’ottica corporate, sono caratterizzate da un approccio tipico del project finance, in cui i progetti prevedono una consistente quota di finanziamenti da parte di terzi rispetto al capitale proprio, rispetto ai quali la garanzia per il rimborso è rappresentata prevalentemente dai flussi di cassa generati dall’investimento.

 

In cosa consiste l’attività di Asseverazione Piano Economico Finanziario

L’Asseverazione Piano Economico Finanziario non è una verifica di merito dei dati forniti dall’impresa, ma un’analisi della sostenibilità economico finanziaria del progetto.

L’Attestazione, così come disposto anche dall’art. 96, comma 4, D.P.R. n. 207/2010 (Regolamento al precedente Codice degli appalti pubblici) attiene alla verifica del progetto sulla base di:

  • prezzo che il promotore intende chiedere all’amministrazione per l’affidamento della concessione;
  • prezzo che il promotore intende corrispondere all’amministrazione per la costituzione o il trasferimento dei diritti;
  • canone che il promotore intende corrispondere all’amministrazione aggiudicatrice;
  • durata della concessione;
  • tempo previsto per l’esecuzione dei lavori e per l’avvio della gestione;
  • struttura finanziaria;
  • costi/ricavi, tempi proposti e conseguenti flussi di cassa generati dal progetto.

L’equilibrio economico e finanziario, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera fff), del Codice dei contratti pubblici, si realizza quando i flussi di cassa derivanti dai ricavi del contratto coprono i flussi di cassa derivanti dai costi ammessi per l’esecuzione del contratto, inclusi quelli relativi all’ammortamento del capitale investito netto e alla remunerazione dello stesso ad un tasso che può essere definito congruo e quelli richiesti per versare le imposte.
Detto equilibrio è rappresentato dai valori di specifici indicatori esposti nel PEF ed individuati in dipendenza della metodologia utilizzata per l’analisi di convenienza economica e sostenibilità finanziaria del progetto.
Tra gli indicatori cui riferirsi, si annoverano:

  • gli indicatori della capacità del progetto / investimento di generare ricchezza, quali
    • il Tasso Interno di Rendimento (Internal Rate of Return – TIR) di Progetto, che indica, in termini percentuali, il tasso di rendimento dei flussi di cassa associati al Progetto, così come individuato nel PEF;
    • il Valore Attuale Netto (Net Present Value – VAN o NPV) di Progetto, che indica, in termini monetari, il valore creato o disperso dal progetto nell’arco del periodo del contratto di PPP;
  • gli indicatori di riferimento per la redditività dell’operatore economico, quali
    • il VAN dell’azionista, che rappresenta in termini monetari il valore creato o disperso dall’investimento effettuato dagli azionisti nell’arco del periodo del contratto di PPP;
    • il TIR dell’azionista, che indica in termini percentuali il tasso di rendimento dei flussi di cassa associati agli azionisti, così come individuato nel PEF;
  • gli indicatori della sostenibilità finanziaria del progetto, quali
    • il DSCR (Debt Service Cover Ratio), che rappresenta il rapporto tra l’importo del flusso di cassa disponibile in un determinato periodo e il servizio del debito – per capitale e interessi – per il medesimo periodo
    • il LLCR (Long Life Cover Ratio) che indica, con riferimento a ciascuna data di calcolo, il rapporto tra il valore attuale netto del flusso di cassa disponibile per il periodo intercorrente tra la data di calcolo e la data finale di rimborso del finanziamento, applicando un tasso di sconto pari al tasso di interesse di tale finanziamento, e la somma degli importi erogati e non rimborsati del finanziamento alla stessa data di calcolo.

In generale, e fermi i criteri e le buone pratiche definite dalle Autorità di regolazione competenti, l’equilibrio economico-finanziario è verificato quando, dato un tasso di congrua remunerazione del capitale investito, il valore attuale netto dei flussi di cassa del progetto (VAN del progetto) è pari a zero.
Segnatamente, il PEF è in equilibrio quando il TIR dell’azionista è uguale al costo atteso del capitale investito; il TIR di progetto è uguale al Costo medio ponderato del capitale (Weighted Average Cost of Capital – WACC); il VAN dell’azionista/di progetto è pari a zero.
Se i valori di VAN e TIR di progetto non tendono all’equilibrio significa che il contratto contiene margini di extra-redditività per il partner privato che ne riducono il trasferimento del rischio operativo e, pertanto, queste situazioni devono essere attentamente valutate dalle amministrazioni.
Dette verifiche sono svolte confrontando il TIR con opportuni benchmark rilevati, ad esempio, dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) o dalle Autorità di regolazione.
Il WACC rappresenta una media ponderata tra il costo del debito al netto dell’imposizione fiscale e il costo del capitale proprio, pesati per la rispettiva percentuale di incidenza rispetto all’intera strutturale del capitale. Il WACC rappresenta il valore massimo del tasso da applicare al capitale investito netto al fine di determinare il costo di remunerazione del capitale da inserire nel PEF.